IL 25 APRILE NELLA POESIA, NEI CANTI…

classi quinte della scuola primaria

Stiamo cancellando la storia e con essa i legami del nostro passato.
La nostra identità è frutto della conoscenza della nostra storia.
La memoria, la tradizione è indispensabile per ogni società e occorre ritornare alla memoria, alla tradizione per ristabilire la rete di rapporti che legano i padri ai figli, il presente al passato.
Pertanto la nostra partecipazione, con il canto “Auschwitz” e la poesia “Voglia di pace”, ha un significato eloquente: radicare la nostra identità di cittadini.

LA CANZONE DEL BAMBINO NEL VENTO (AUSCHWITZ)

Son morto con altri cento, son morto che ero bambino,passato per il camino e adesso sono nel vento, e adesso sono
nel vento.
Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento nel freddo
giorno d’inverno e adesso sono nel vento, e adesso sono
nel vento.
Ad Auschwitz tante persone, ma un solo, grande silenzio. E’ strano, non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a
sorridere qui nel vento.
Io chiedo come l’uomo può uccidere un suo fratello, eppure
siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui
nel vento.
Ancora tuona il cannone e ancora non è contenta, di sangue,
la bestia umana e ancora ci porta il vento, e ancora ci porta
il vento.
Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere
senza ammazzare e il vento si poserà, e
il vento si poserà.
Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere
senza ammazzare e il vento si poserà, e il vento si poserà, e
il vento si poserà.

 

VOGLIA DI PACE

Le voci dei ragazzi il vento raccoglie e poi le diffonde tra i rami e le foglie di alberi antichi, con grosse radici che sanno ascoltare le cose che dici per poi raccontarle, giù, nel profondo al Cuore che batte al centro del mondo.

 

Le voci dei ragazzi il vento raccoglie
e poi le diffonde tra i rami e le foglie
di alberi antichi, con grosse radici
che sanno ascoltare le cose che dici
per poi raccontarle, giù, nel profondo
al Cuore che batte al centro del mondo.

 

 

Se un ragazzo sorride, sorride anche il Cuore ed ecco spuntare in un prato un bel fiore. Se un ragazzo è felice, il Cuore è contento e nascon farfalle che danzan col vento.

 

Se un ragazzo sorride, sorride anche il Cuore
ed ecco spuntare in un prato un bel fiore.
Se un ragazzo è felice, il Cuore è contento
e nascon farfalle che danzan col vento.

 

 

 

Ma, a volte, le risa diventano pianti: le lacrime scendono, calde e pesanti, colpiscon la Terra che trema, impaurita, vedendo la morte mischiarsi alla vita. Ossezia, Israele, Iraq, Palestina… tra bombe e fucili la morte cammina, portando con sé ceceni, afgani e tanti, tantissimi bimbi africani!

 

Ma, a volte, le risa diventano pianti:
le lacrime scendono, calde e pesanti,
colpiscon la Terra che trema, impaurita,
vedendo la morte mischiarsi alla vita.
Ossezia, Israele, Iraq, Palestina…
tra bombe e fucili la morte cammina,
portando con sé ceceni, afgani
e tanti, tantissimi bimbi africani!

 

Bombardano, sparano e parlan di pace, al Cuore del mondo ‘sta cosa non piace: “Se di odio e violenza riempite la Terra, non siate bugiardi: chiamatela guerra! La pace è sorridere, darsi la mano, dormire tranquilli, guardare lontano e in fondo vedere, nel cielo sereno, tutti e sette i colori dell’arcobaleno.

 

Bombardano, sparano e parlan di pace,
al Cuore del mondo ‘sta cosa non piace:
“Se di odio e violenza riempite la Terra,
non siate bugiardi: chiamatela guerra!
La pace è sorridere, darsi la mano,
dormire tranquilli, guardare lontano
e in fondo vedere, nel cielo sereno,
tutti e sette i colori dell’arcobaleno.

 

Soltanto se spargi la voglia di amare il vento sorride e può allora portare agli alberi antichi e alle loro radici le voci ed i sogni di ragazzi felici!”

 

Soltanto se spargi la voglia di amare
il vento sorride e può allora portare
agli alberi antichi e alle loro radici
le voci ed i sogni di ragazzi felici!”

(di ELIO GIACONE)

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