CAMBIA COLORE.....
CAMBIA LA FIABA!!!!
Questo esperimento è riuscito ai bambini delle classi seconde, della scuola primaria “Ada Negri”, insieme alle maestre Giusi e Maria Grazia.
Vuoi sapere come? È semplice: basta chiamare in modo diverso la famosa Cappuccetto Rosso, così diventerà Cappuccetto Giallo, Viola, Arancione, Bianco, Blu,Verde…..
Ecco le nuove protagoniste e le nuove storie.
Ciascuna fiaba è diventata un bel libro illustrato ed animato che potrai sfogliare quando verrai nella biblioteca della scuola.
Fa un freddo cane e il mare è blu. La mamma di Cappuccetto Blu è la guardiana del faro sull’isola Bluetta, mentre la nonna Celestina abita sulla riva del mare ed è una brava pescatrice. Il papà di Cappuccetto Blu è un lupo di mare ed è il capitano di una grande nave. Si vede già sul mare la nave Blux. Eccola qui!
Una mattina al sorgere del sole la mamma prepara un bel cestino di regali blu da portare alla nonna. Cappuccetto, con la sua barchetta, naviga fra le onde blu ansiosa di salutare la sua cara nonnina. Il sole è alto nel cielo, il mare è calmo, ma Cappuccetto Blu deve stare attenta agli scogli come le ha raccomandato la sua mamma. La bambina è attenta, ma non si accorge del PERICOLO che si nasconde dietro uno scoglio…..Si alza un vento leggero e fra le onde più alte appare un muso minaccioso, si apre un gran boccaccia! Povera Cappuccetto, UN PESCE LUPO!
Rema, rema più che può per raggiungere l’isola della nonna e il grosso pesce la segue. La nonna lo avvista e cerca di catturarlo tra i due scogli dove l’acqua è poco profonda. Da esperta pescatrice lo intrappola nella rete e la piccola nipotina la aiuta a trasportarlo a riva.
Il grosso pesce sta rosolando sul fuoco decorato con fiori e frutta.
Il sole sta per tramontare: nonna e nipote trasportano il pesce lupo verso l’isola Bluetta. Il capitano ha ormeggiato la sua nave e la mamma ha acceso le luci del faro. Tutti insieme si gustano per cena il BUON pesce lupo.
C’era una volta una bambina che si chiamava Cappuccetto Arancione. La chiamavano così perché indossava sempre un vestito arancione con tanti disegni di arance. Sopra il vestito indossava una mantellina con un cappuccio ricco di foglie di colore arancione.
Cappuccetto Arancione aveva un grande amico: uno scoiattolo di nome Carotino.
Cappuccetto Arancione viveva in una casetta ai piedi della montagna Arancia. Intorno alla casa c’erano zucche e tanti tulipani.
Un giorno d’autunno la mamma chiamò Cappuccetto Arancione e le disse: -Bambina mia, vai dalla nonna Arancina che è tanto ammalata e portale questo cestino di zucca pieno di cose buone e belle :una bottiglia di aranciata, tante carote,un vasetto di marmellata di mandarino, un bel mazzo di tulipani e di dalie,una cuffietta di lana arancione e una torta di carote.
Cappuccetto Arancione con lo scoiattolo di nome Carotino si avviò per scalare la montagna Arancia ,perché la casa della nonna si trovava in cima.
Cappuccetto Arancione trotterellava felice e lo scoiattolo Carotino la seguiva ,saltellando da un albero all’altro.
Gli alberi del bosco erano bellissimi con le loro foglie arancioni, con tante sfumature tra il giallo e il rosso. Si sentivano cinguettare gli uccellini, intorno agli alberi volavano le farfalle.
Cappuccetto Arancione si fermò a raccogliere i funghi,che erano nati ai piedi degli alberi. Carotino velocemente si arrampicava lungo i tronchi degli alberi: tutto era tranquillo.
Ma …..c’era una volpe che seguiva Cappuccetto Arancione e Carotino perché aveva fame e voleva mangiare la torta di carote e la marmellata.
Ad un certo punto la volpe saltò fuori dal cespuglio e fece balzare dallo spavento la bambina.
La volpe però le disse: - Non spaventarti, io sono brava,non voglio farti del male.Tu chi sei?
La bambina rispose:- Sono Cappuccetto Arancione e questo è il mio amico Carotino”.
La volpe le chiese ancora:- Dove stai andando?
-Vado dalla nonna Arancina perché è tanto ammalata.
La volpe,parlando e sorridendo,si era avvicinata a Cappuccetto Arancione e in un baleno le portò via il cestino, e ….via, a gambe levate nel bosco.
Cappuccetto Arancione si mise a piangere, ma lo scoiattolo Carotino chiamò a raccolta i suoi amici scoiattoli, battendo due noci.
Gli scoiattoli capirono che Carotino era in pericolo e un esercito di scoiattoli arrivò.
Carotino spiegò agli scoiattoli cos’era successo e tutti insieme inseguirono la volpe ladra.
La volpe stanca,con un gran fiatone, si era fermata a riposare sotto l’ombra di un albero e si era addormentata.
Gli scoiattoli, quando arrivarono, pensarono di portarle via il cestino e le legarono le zampe a due a due.
La volpe però si svegliò, vide gli scoiattoli e pensò di seguirli ma…..PUNFETE!.. cadde a terra e non si poteva più muovere.
Così gli scoiattoli consegnarono il cestino a Cappuccetto Arancione e insieme arrivarono dalla nonna.
La nonna era molto felice di rivedere la nipotina e offrì una merenda a lei e a tutti gli scoiattoli che, nel frattempo, si erano seduti sul tavolo, sul comodino, sul letto, sul lampadario.
Mangiarono la pizza alle carote, le caramelle alle arance e bevvero un bicchiere di spremuta di arancia.
Poi Cappuccetto Arancione salutò la nonna Arancina e gli scoiattoli e, insieme a Carotino, prese la strada di casa, tranquilla perché sapeva che la volpe non poteva più infastidirla.
C’era una volta una bambina bionda che si chiamava Cappuccetto Giallo perché si vestiva sempre di giallo.
Portava un grazioso cappellino di paglia giallo, una gonnellina gialla con i fiori gialli e calzava delle eleganti scarpette gialle.
Viveva felice in una casa gialla, con il tetto giallo e con un bel vaso di primule gialle sotto la finestra. Aprendo la porta gialla della casa gialla si poteva vedere sul fuoco, scoppiettante e giallo, un pentolone giallo pieno di polenta gialla. In quella casa abitava con papà Giallone che raccoglieva i semi nel suo campo di girasoli, così la mamma Giallina poteva preparare del buon olio extra vergine d’oliva.
Aveva tanti amici davvero speciali, ma voleva bene soprattutto ai suoi canarini canterini e ballerini che non la lasciavano mai e soprattutto la accompagnavano sempre a trovare la nonna Gialletta che abitava oltre il bosco di limoni.
Cappuccetto Giallo le portava spesso, ben riposti nel cestino di paglia gialla, del formaggio, tanti limoni, le banane e la polenta che cucinava la mamma.
Una mattina d’autunno Cappuccetto Giallo stava attraversando il bosco di limoni, quando all’improvviso tra le foglie ingiallite comparve un terribile leone con un’enorme criniera. Vedendo la bella bambina pensava già al buon pranzetto che avrebbe fatto.
Cappuccetto cadde a terra spaventata mentre i suoi amici canarini volarono svelti a prendere una grossa e resistente rete e la gettarono sopra il leone che non poteva più muoversi.
“SI, EVVIVA! L’ABBIAMO CATTURATO QUEL CATTIVONE!” cinguettarono in coro i canarini, felici di essere stati così coraggiosi. Il leone cattivo era intrappolato nella robusta rete e Cappuccetto Giallo si sentì tranquilla per lo scampato pericolo.
Papà Giallone trascinò lo sfortunato leone fin nel campo di girasoli, lo liberò e con pazienza lo addestrò.
Il leone, ormai addomesticato, si fece cavalcare da Cappuccetto Giallo fino alla casa della nonna Gialletta.
La povera vecchina non poteva credere ai suoi occhi. Non aveva mai pranzato con un leone seduto a tavola!
In una casetta in mezzo al prato abitava Cappuccetto Verde, una brava bambina che indossava un vestito verde, le scarpine verdi, le calzine verdi e in testa portava sempre un cappuccetto fatto di foglie verdi.
Cappuccetto Verde aveva alcune amiche, con le quali giocava sempre: la rana Verdocchia, Zip la cavalletta verde, Antonia la tartaruga e Pisellina la lumaca.
Un giorno la mamma di Cappuccetto Verde le chiede se può portare un regalino alla nonna Cicalina che abitava in un’altra casetta, dopo il bosco.
Il regalo è un bel cestino fatto di rami verdi intrecciati con dentro una bottiglia di menta, delle foglie di prezzemolo, dell’insalata, un pacchettino di carta verde con dentro del tè alla menta.
La mamma dice a Cappuccetto Verde:
- Mi raccomando, quando attraversi il bosco, stai attenta ai pericoli!
Cappuccetto Verde prende il cestino e insieme alla sua amica Verdocchia si dirige verso la casa della nonna, camminando con passo sicuro nel verde del bosco. Com’è bello il bosco: ci sono le foglie dappertutto, foglie strette, foglie larghe, foglie lunghe……
Cappuccetto Verde cammina svelta, ascoltando il cinguettio degli uccelli, mentre la rana Verdocchia si diverte a saltare come una matta.
Il bosco diventa sempre più pieno e scuro.
Cappuccetto Verde passa davanti ad una roccia e………..
IL LUPOOOO!
La bestiaccia nera, nascosta dietro la roccia, salta fuori e con i denti lunghi e affilati vuole spaventare la bambina, per rubarle il cestino.
Ma Cappuccetto Verde corre veloce e arriva fuori del bosco.
Il lupo non la insegue, perché non esce mai dal bosco perché lì lui si sente protetto, ma guarda rabbioso la bambina.
Cappuccetto Verde corre verso la casa della nonna.
E Verdocchia? Dove sarà?
Verdocchia, vedendo la sua amica in pericolo, era andata a chiamare tutte le sue amiche rane e insieme corrono in aiuto di Cappuccetto Verde.
Le rane, infatti, saltano addosso al lupo, che cerca di prenderle con le sue zampacce, ma le rane sono agili e lo assalgono da tutte le parti.
Il lupo si agita, si gira, sbuffa, ma non riesce a prendere nessuna rana.
Dopo un po’, la bestiaccia sta male e con il fiatone si allontana, stanco, deluso e arrabbiato.
Intanto Cappuccetto Verde, arrivata alla casa della sua nonna, suona il campanello ed entra.
La nonna, una vecchietta gentile e verdina, prepara del buon tè alla menta per Cappuccetto Verde e per le sue amiche rane, che scacciato il lupo avevano raggiunto anche loro la casa della nonna.
Le rane si accomodano dove vogliono, mentre la bambina si riposa sulla sua poltrona.
Poi Cappuccetto Verde torna a casa dalla sua mamma, attraversa il bosco, insieme alla sua amica Verdocchia e alle altre rane e non ha più paura del lupo perché sa di avere tanti amici.
C’era una volta una bambina che si chiamava Cappuccetto Viola perché amava indossare solo vestiti di color viola: jeans fucsia, magliette violette, trecce annodate con dei bei fiocchi lilla. Persino i suoi occhi erano viola!
Abitava in un paesino chiamato Melanzano, in via delle Melanzane, in una casa fatta come una melanzana: naturalmente viola.
Viveva con la sua mamma Violetta che adorava le violette e le vendeva nel suo negozio di fiori.
Il suo papà Rapo coltivava rape e melanzane nel suo orto dietro casa ed era proprio un bravissimo contadino.
Una mattina la mamma chiamò Cappuccetto Viola e le disse di portare qualche regalino alla nonna Purple perché stava poco bene.
Così Cappuccetto Viola prese il suo zainetto e lo riempì di doni: uva, lamponi, melanzane, violette, prugne e marmellata di more. La mamma le disse di stare molto attenta ad attraversare la città perché era pericolosa.
Cappuccetto chiamò la sua inseparabile amica Lilletta, la farfalla furbetta, mise lo zaino sulle spalle e prese l’autobus per la città.
Quando arrivò c’era una gran confusione: le auto della polizia, a sirene spiegate, bloccavano le strade perché una feroce pantera era fuggita dallo zoo.
Cappuccetto Viola e Lilletta si affrettarono, ma………..
Voltato l’angolo dopo un enorme grattacielo ECCO GLI OCCHI VIOLA DELLA TERRIBILE PANTERA!!!!!!!
Uno spavento così Cappuccetto Viola non lo aveva mai provato: per la paura fece un salto di due metri e fece un urlo così forte che anche la “pantera dagli occhi viola” si fermò.
Lilletta, la farfalla furbetta, ne approfittò e volò svelta svelta sul naso della pantera. Muovendo a tutta birra le sue ali Lilletta cominciò a far solletico alla pantera che, a pancia all’aria, rideva a crepapelle.
Le urla di Cappuccetto avevano richiamato l’attenzione dei poliziotti che catturarono la pantera con facilità perché continuava a ridere.
Scampato il pericolo, gli abitanti della città fecero un grande applauso a Lilletta che volava orgogliosa intorno alla sua amica. I poliziotti scortarono la bambina e la farfalla fino alla casa di nonna Purple che aveva già preparato una buona merenda.
La pantera continuò a ridere per giorni e giorni, mentre Cappuccetto Viola ritornò tranquilla a casa e visse felice e contenta con Lilletta, mamma Violetta e papà Rapo.
Quanta neve!
Mai vista tanta neve.
Questa mattina ci siamo svegliati e siamo rimasti accecati da tanto bianco:la neve era caduta durante tutta la notte,coprendo ogni cosa.
In mezzo a tutta questa neve si vedono solo gli occhi di Cappuccetto Bianco.
La bambina è preoccupata perché c’è troppa neve e lei deve andare dalla nonna Candida a portarle un tovagliolo bianco chiuso a fagottino,con un uovo,il latte ,lo zucchero e un caldo maglione di lana bianca.
Ma la neve continua a scendere.
Come farà?
Cappuccetto Bianco si avvia lentamente nella neve, verso il bosco che ancora non si vede.
La neve è soffice e le gambe di Cappuccetto Bianco affondano fino al ginocchio.
La bambina incontra il pittore Bianconi che aveva perso la sua scatola dei colori.
Cappuccetto Bianco lo consola e gli suggerisce di andare da Biancaneve per farsene dare un’altra.
Dopo aver camminato per molto tempo Cappuccetto Bianco sente uno strano ululato, però non si vede niente.
Sarà il lupo bianco?
Dove sarà?
Come si fa?
Intanto il lupo continua ad ululare:sta molto male perché ha fatto un indigestione di nonne e adesso deve mangiare solo riso in bianco.
Povero lupo!
Ma dov’è?Non si vede niente.
Neanche il lupo vede Cappuccetto Bianco che continua la sua strada nella neve.
Cappuccetto Bianco vede un gran mucchio di neve,forse sotto, c’è la casa della nonna.
Cappuccetto Bianco diventa rossa per la sorpresa ed è un po' arrabbiata per non aver incontrato la nonna.
Cappuccetto Bianco vede un cartello scritto col gesso bianco, dove si legge:- Sono andata in Africa, tornerò in estate, ciao, non piangere.
Allora si avvia per ritornare dalla mamma.
Fa molto freddo e Cappuccetto Bianco diventa un poco Viola, ma tutto va a posto quando ritornerà dalla mamma.
Il lupo non si è più visto.
Questa storia vi farà passare una notte in bianco!!