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Istituto Comprensivo Statale "Antonio Gramsci"

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Sei in home page > il POF > integrazione alunni diversamente abili e alunni stranieri
Validità pagina: 31 agosto 2012

Il P.O.F.

Piano dell'Offerta Formativa dell'Istituto "A. Gramsci" di Lodi Vecchio
Anno scolastico 2011/2012

Integrazione alunni diversamente abili

Finalità: sviluppo delle potenzialità per l'integrazione

sviluppo delle potenzialità per l'integrazione

Uso dei laboratori monitoraggio

La nostra scuola da anni è sensibile alle problematiche degli alunni diversamente abili per i quali sono progettati e realizzati percorsi formativi che facilitino la loro integrazione nella realtà non solo scolastica.
La normativa di riferimento, che sistematizza l'inserimento dei ragazzi diversamente abili nella scuola dell'obbligo, in ottemperanza a quanto previsto dagli articoli 3, 34 e 38 della Costituzione, è costituita principalmente dalla legge n° 517/1977, dalla C.M. n° 258/1983, dalla C.M. n° 250/1985, dalla L. 104/1992.

Nell'agosto 2009 il Ministero ha ritenuto opportuno rilasciare un nuovo documento che, alla luce dei progressi in ambito medico, di ricerca psicopedagogica e di ricerca educativa, fornisse un aggiornamento rispetto alle leggi sopracitate, evidentemente piuttosto datate.

In questo documento, denominato "Linee guida sull'integrazione scolastica degli alunni con disabilità" è possibile vedere come vengano investiti della responsabilità educativa e della promozione sociale degli alunni con disabilità non solo le componenti afferenti al sistema "scuola" ma tutte le componenti che hanno un contatto educativo con l'alunno:

  • il docente di sostegno con il c.d.c.
  • la famiglia
  • il personale educativo interno ed esterno all'istituzione scolastica
  • gli specialisti e i terapisti che seguono l'alunno al di fuori dell'attività scolastica

Questo per far sì che vi sia la consapevolezza in tutte le componenti che l'obiettivo non è semplicemente la promozione scolastica, intesa come conseguimento di risultati positivi in attività performanti, ma la promozione e la realizzazione dell'autonomia sociale, secondo un progetto di vita che tutti dovrebbero abbracciare e favorire.

Responsabili dell'integrazione scolastica sono al medesimo livello

  • il docente di sostegno
  • il Consiglio di Classe
  • il Gruppo di lavoro sull'handicap
  • l'intera comunità scolastica

Finalità dell'intervento educativo è l'integrazione degli alunni diversamente abili con modalità diverse specifiche del singolo e della classe in cui è inserito.
Gli obiettivi generali, mirati ad una reale integrazione, riguardano

  • l'autonomia
  • la socializzazione
  • l'acquisizione di abilità e competenze psicomotorie, percettive, cognitive, comunicative, espressive
  • la conquista di strumenti operativi basilari: linguistici, logico-matematici

Nell'ambito degli obiettivi generali il Consiglio di Classe, sulla base del Profilo Dinamico Funzionale, elaborato dall'insegnante di sostegno dopo l'analisi della situazione di partenza, definisce il Piano Educativo Personalizzato che illustra

  • le aree e le modalità di intervento
  • gli obiettivi specifici relativi alle singole discipline (in caso di programma differenziato)
  • i contenuti
  • la metodologia
  • gli strumenti
  • le modalità di verifica
  • i criteri di valutazione
  • la scansione oraria

La realizzazione degli interventi previsti nel Piano Educativo Personalizzato coinvolge, a diversi livelli, tutte le figure di riferimento importanti per il bambino; per consentire un recupero globale è infatti necessario mantenere i contatti con le diverse strutture che si occupano degli alunni con handicap, sia all'interno sia all'esterno della scuola.
Occorre sottolineare come materialmente queste figure debbano sottoscrivere il documento e/o proporne la revisione durante il percorso annuale, se necessario.

Nella didattica del "sostegno" risulta essenziale:

  • l'esplicitazione della "nostra" idea di alunno e dei "presupposti teorici" della nostra formazione (io ritengo che l'alunno debba avere queste caratteristiche, accettare queste regole, contribuire al progetto di questo tipo di didattica)
  • la "relazione comunicativa" alunno-insegnante
  • l'auto "presentazione" dell'alunno, effettuata anche a distanza di tempo, e intesa come "autovalutazione" delle proprie competenze
  • la considerazione del "livello di partenza"
  • il fattore "eterocronia" (= tempi diversi)
  • la considerazione negativa della regressione (= un ritorno indietro per "caricarsi emotivamente")
  • attivare una pedagogia dell'ascolto e dell'accettazione che porti ad una "individualizzazione" dell’insegnamento-apprendimento

Le linee guida su cui si è fondato e si fonda l'intervento della nostra scuola per l'integrazione degli alunni diversamente abili e svantaggiati sono quelle dell'autonomia e della partecipazione alla vita sociale, tenendo presente che, secondo la definizione dell'OMS, è il sistema sociale che fa di una disabilità un handicap nel momento in cui questa non consente ad un individuo di soddisfare le aspettative della società stessa.

Partendo dal principio universalmente condiviso dei diritti-doveri del disabile, l'intervento della scuola, nell'intento di raggiungere gli obiettivi suddetti, cerca di fornire non solo idee, ma anche soluzioni operative, poiché gli scopi dell'istruzione sono uguali per tutti gli studenti, anche se possono variare i mezzi necessari per conseguirli.

La reale integrazione si ha quando l'alunno viene messo in condizione di partecipare alle attività che i docenti prevedono per la classe ed anche a quelle promosse da altri consigli di classe - classi aperte - favorendo il processo formativo dell'alunno, mediante la strutturazione di una programmazione ad hoc che consente a ciascuno di lavorare secondo le proprie capacità.
Viene in questo modo superata la concezione assistenziale che diviene gestione del bisogno e la funzione docente diventa flessibile.
Tenendo presente che ogni alunno ha comunque dei punti di forza, delle potenzialità da condividere che vanno al di là delle abilità strettamente cognitive, l'insegnante di sostegno ha il ruolo di

  • attivare gli incontri con i colleghi, la famiglia, l'équipe, i terapisti, al fine di individuare "barriere e risorse" e collegarle in un progetto di fattibilità
  • proporre attività compatibili con le capacità dell'alunno all'interno delle U.A. delle diverse materie
  • favorire il processo di generalizzazione attraverso la frequenza a laboratori-classi aperte
  • instaurare un clima di solidarietà condivisa e concreta fra alunni, famiglie ed insegnanti

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