racconti europei di fate e d'acqua
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Lo gnomo

lo gnomo si imbarcaC’era una volta uno gnomo che viveva vicino ad un piccolo lago.
Non era solo un piccolo lago, ma un piccolo lago molto speciale. Era anche chiamato il "Lago delle Meraviglie". Se ti faceva male un ginocchio e facevi una nuotata nel lago, il ginocchio tornava sano.
Avrai capito che lo gnomo non era solo uno gnomo. Egli poteva anche fare magie.
Era molto piccolo, per cui non gli riuscivano molto bene. Non aveva molti poteri nella sua bacchetta. La cosa non gli garbava molto e desiderava diventare grande come un gigante. Perciò avrebbe voluto possedere una grande bacchetta e diventare un bravo mago.
Decise di andare dal capo degli gnomi per chiedergli di aiutarlo a diventare grande come un gigante.
Il capo fu così sorpreso che quasi cadeva dalla sedia.
“Perché lo desideri?” chiese al piccolo gnomo.
Egli raccontò l’intera storia, cioè che era così triste perché non riusciva a fare bene le magie e , per questo motivo, avrebbe voluto diventare un gigante.
“Puoi trasformarmi in un gigante?” No, il capo degli gnomi non era in grado di trasformarlo.
”Se lo vuoi davvero devi navigare fino a Enkhuizen. Là troverai la soluzione al tuo problema. Ma stai attento, è un viaggio pericoloso.”
Lo gnomo non ci pensò molto. Corse al suo fungo, raccolse le sue cose e partì.
“Avrei dovuto pensarci prima” disse fra sé.

Doveva imbarcarsi su una delle grandi navi cariche di letame che si dirigevano a Enkhuizen. Là avrebbe trovato la soluzione al suo problema, come aveva detto il capo.
Ma come avrebbe potuto salire sulla nave? Lo gnomo diede un’occhiata attorno. Vide una scarpa di legno galleggiare sull’acqua. Doveva trovare un piano per trascinare la scarpa a riva. Ma come? Le persone non dovevano vederlo! Lo gnomo si mise nella sua posa di riflessione. Sapeva che non era un grande mago, ma poteva tentare di far levare un vento leggero per spingere la scarpa di legno verso di sé.
Ecco cosa fece.
Prese la sua piccola bacchetta e si mise a farla ondeggiare stranamente, ma il vento spinse la scarpa dalla parte sbagliata! Provò di nuovo, facendola ondeggiare ancora più stranamente. La scarpa si diresse dalla sua parte. Con le sue braccia corte poté appena raggiungerla. Egli corse velocemente verso i cespugli per cercare una canna che potesse servirgli da remo.
Con attenzione salì nella scarpa, prima una gamba poi l’altra. Attento! La scarpa stava ondeggiando pericolosamente! Lo gnomo remò fino a una nave. Non fu un lavoro semplice, perché il vento si fece più forte e le onde sempre più alte.Quando lo gnomo giunse alla nave , prese una fune e una pietra dal suo zaino. Legò la pietra e la lanciò oltre il parapetto della nave. Sperava che fosse salda a sufficienza. Il piccolo gnomo si arrampicò sulla corda e salì a bordo in segreto.
Egli guardò attentamente oltre il parapetto…ma che puzza! Nella stiva vide tantissimo letame e sul ponte vide molti marinai. Si bevevano un sorso di Beerenburg (un liquore) contro il freddo. Anche lo gnomo ne avrebbe voluto un po’, ma era impossibile!
Era morto di paura! Uno dei marinai lo prese e lo portò dal capitano.
“Capitano, un clandestino! Cosa dobbiamo farne?”
Il capitano ordinò di metterlo in una cassa. Lo gnomo pianse e lottò per essere liberato, ma non riuscì nel suo intento.
Era seduto nella grande cassa al buio totale. Era assetato e affamato, ma non poteva avere niente. Quando si sentì un po’ meglio, iniziò a pensare come scappare dalla cassa. Aveva ancora il suo zaino con la bacchetta. Nel buio la trovò e iniziò a farla ondeggiare. Ma non era ancora un grande mago. Apparve un grande spillo e con quello fece un buco nella cassa che, fortunatamente, si aprì!
Sbirciò con attenzione fuori dalla cassa e vide i marinai impegnati con le vele, perché c’era un temporale. Le onde divennero sempre più alte e inondarono il ponte. Il grande gigante dell’acqua aveva causato quella tempesta e vide, con i suoi occhi severi , lo gnomo sul ponte della nave.
lo gnomo non sa dove andarePrima che lo gnomo potesse rendersene conto, fu sbattuto fuori dalla nave, sulla riva. Atterrò su un mucchio di letame. Puzzava tremendamente. Lo gnomo si ripulì e vide dove era atterrato. Non era Enkhuizen, era Workum di nuovo! Quel letame era per la "gara del letame".
Lo gnomo camminò finché giunse ad un incrocio. Dove sarebbe dovuto andare? Il piccolo gnomo guardò a sinistra, ma gli parve troppo pericoloso. Guardò a destra, ma la strada era troppo lunga. Così andò dritto.
Veloce, come gli potevano permettere le sue piccole gambe, raggiunse il primo edificio che vide alla sua sinistra.
Egli sperava che lì avrebbe trovato dei vestiti puliti, perché la puzza del letame era fortissima. Di sottecchi, attraversò la porta del grande edificio.
La prima cosa che notò fu lo strano odore. Aveva il profumo del latte. Poi vide alcune strane creature con qualcosa in testa, che copriva i capelli e le bocche. Se ne stava tranquillo in un angolo, per vedere cosa stessero facendo. All’improvviso vide un’insegna con la scritta “fabbrica del formaggio” . Capì dove si trovava e che quelle creature non erano pericolose, ma solo fantastici casari. Egli decise di seguirne uno, voleva sapere come il formaggio veniva prodotto.
I casari si diressero verso una scodellona, nella quale alcune cose stavano ruotando molto velocemente. Lo gnomo non sapeva di cosa si trattasse, ma era curioso e si arrampicò sull’orlo della scodella. Non fu una buona idea. Egli era seduto sul miscelatore del formaggio che in quel momento stava ruotando alla velocità massima. Lo gnomo perse l’equilibrio e cadde nella bacinella. Lo gnomo non seppe cosa accadde poi, dal momento che si risvegliòquando era già chiuso in un grande, gustoso formaggio dorato. Il formaggio venne messo su di un camion, pronto per partire.
Lo gnomo comprese che il camion stava partendo e decise di starsene calmo finché il camion non si fosse fermato nuovamente. Il viaggio durò molto tempo e lo gnomo era ansioso di sapere dove sarebbe terminato. Dopo circa un’ora capì che il camion si era fermato e dopo non molto il formaggio in cui egli si trovava fu sbattuto a terra.
Con molta attenzione lo gnomo iniziò a scavare e presto uscì dal formaggio. Ma cosa vide? Un gruppo di grossi tipi lanciarsi una piccola palla. Sentì qualcuno dire: che bella giornata per una partita a Kaatsen (un gioco a palla frisone).
Non poteva capire, ma si spaventò quando vide uno degli uomini venire verso di lui. Si fece piccolo come una pallina, ma ciò fece pensare all’omone che si trattasse davvero di una pallina. Egli prese lo gnomo-pallina e iniziò a lanciarlo da un uomo all’altro. Quando lo gnomo pensava che le cose non sarebbero potute andar peggio, prese un gran colpo e volò in aria. Mentre pensava dove sarebbe atterrato, l’ultima parola che udì fu: “BOPPE” (in alto!).

Volò così in alto nell’aria che tornò di nuovo pulito. Atterrò, ma era molto arrabbiato con gli uomini. Disse loro: “Ascoltate , io sono uno gnomo speciale, posso fare magie e sono malvagio. Ecco perché sono speciale. Mi avete capito, ragazzi?”
“Sì, si’, ma noi credevamo che tu fossi una palla! Scusaci”
“Va bene, ma ricordatevi che i migliori sono gli gnomi , non i giganti!”Avete capito, signori?”
“Sì, sì !!”
“Bene, credo che abbiate capito la lezione.”
“Sì, l’abbiamo capita!”
“Sto andando nel mio posto preferito, a Heerenveen…. E non andrò più a Enkhulzen.”
Se ne andò via cantando.
“Oh, cielo, mi sono perso, come farò a trovare la via del ritorno? Posso chiedere a qualcuno? O posso sperare di imboccare la direzione giusta? Spero solo sia questa! No, non sono in un pasticcio, sono solamente da solo e non posso chiedere a nessuno. Ah, ho un’idea! Potrei piangere per chiedere aiuto! AIUTO! AIUTO! Spero che qualcuno mi senta!”

lo gnomo è sulla biciclettaTRE ORE DOPO:
Nessuno mi ha ancora trovato, sarà mai possibile?
Deve esserci qualche persona grande che mangia da queste parti!
Oh, no, oggi è la Commemorazione del re dei giganti!
E’ la mia sorte ... mi capita sempre così!
Non posso crederci.
Devo solo aspettare che qualcuno mi trovi!”

DUE ORE DOPO:
“Non mi trova nessuno? Non mi piacciono questi giganti e gnomi, non ho nessun amico.
Un momento, ho un’idea meravigliosa!
Ho la mia bacchetta magica. Mi basta fare una magia e sarò fuori dal problema.
Dipper mashed dipper, voglio essere a Workum di nuovo! Ohhh, ma sono a Workum di nuovo! E’ meraviglioso! Voglio sedermi davanti alla TV e godermi un bel film, per poi andar fuori a giocare.
Bene, il film è stato bello, ma ora voglio uscire a giocare. Il tempo è bello, ma io non voglio giocare da solo. Vorrei trovare un compagno di giochi, ma chi sarà gentile con me e c’è da qualche parte uno gnomo?”

Trovò un bel parco-giochi a Workum, vicino alla scuola. Qui trovò molti amici. Era tutta la classe quarta. Stavano giusto per partire per Heidenskip (un villaggio vicino a Workum).
“Ciao, gnomo, cosa fai laggiù?”
“Sto cercano qualche amico che mi aiuti. Voglio andare a Enkhulzen, perché voglio diventare un gigante.”
“Va bene” dissero i ragazzi “vieni con noi.”
Lo gnomo saltò sulla bicicletta, si sedette sopra il campanello.
L’insegnante disse: “Tu puzzi di formaggio!”
“Beh, è una lunga storia e non c’è tempo per raccontarvela, ma posso assicurarvi che il formaggio è meglio del letame!” rispose lo gnomo. “Grazie alla fresca brezza , riprenderò il mio profumo abituale. Cosa volete fare a Heidenskip? “
“Faremo alcuni esercizi, salteremo oltre il fossato, con un lungo palo.”
lo gnomo ora è felice perchè non è più soloLo gnomo era sbalordito.
“Un lungo palo, un lungo palo? E’ la mia opportunità” disse fra sé. “Forse non sarà necessario andare a Enkhunzen, forse questo palo può essere una… bacchetta!”
Mentre dondolava sulla bicicletta, provò a prendere la bacchetta dal suo zaino. Ma cos’era? Trovò un po’ di letame, un pezzo di formaggio e un sacchetto con una specie di polvere. Nel sacchetto c’era una piccola lettera.
“Ma non posso leggerla!” pensò lo gnomo. Fortunatamente uno dei bambini della classe gliela lesse. Cosa c’era scritto?
“Tikke, takke, tole, la bacchetta diventa un palo!”
“Grazie, bambina. Sei stata brava a leggere, ma devo pronunciare io la formula, altrimenti non funziona!”
Lo gnomo fu distratto dai bambini che saltavano al di là del fosso con una lunga pertica.
“Molto bene, devo provare da solo, non l’ho mai fatto prima.”
“Ma un palo così grande è troppo pesante per il nostro gnomo coraggioso, o no?”
“Voglio provare, in questo piccolo fosso, solo un momento. Posso usare la mia bacchetta, no? Posso pronunciare alcune parole magiche e la bacchetta diventerà più grande oppure posso crescere io!”
Il piccolo gnomo coraggioso prese la sua bacchetta e corse al canale.
“Tikke takke tole, io divento un grande palo.” Splashhh! Sfortuna! Lo gnomo cadde nel fosso! Quando risalì sull’altra riva del canale, tutti i bambini applaudirono quel ragazzo coraggioso!
“Vuoi tornare a scuola in bicicletta con noi, così possiamo giocare insieme?”

Per questo motivo lo gnomo solitario non fu più solo. Ogni giorno divenne meraviglioso, perché aveva sempre qualcuno con cui giocare.

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