Scuola secondaria di I grado "Antonio Gramsci"
classe II A - anno scolastico 2006/2007
gramsci cronologia dal carcereai figli gli indifferenti

Lettere ai figli

Scelta di Lettere ai figli

Il libro contiene le lettere che Gramsci scrisse ai figli, Delio e Giuliano, nell'arco temporale che va dal 1929 al 1937, sia dal penitenziario di Turi (Bari) dove fu recluso dal 1928 al 1933, sia dai vari luoghi di cura in cui si trovava, prima in stato di detenzione e successivamente in libertà condizionata (1934-1937).

lettere ai figliDelio è il primogenito di Antonio Gramsci, nato nel 1924.
Julik/Giuliano è il secondogenito di Antonio Gramsci, nato nel 1926.

Indice

Studiare è difficile (Lettera XVI)
Carissimo Giuliano,
ti faccio tanti auguri per l'andamento del tuo anno scolastico.
Sarei molto contento se tu mi spiegassi in che consistono le difficoltà che trovi nello studiare. Mi pare che se tu stesso riconosci di avere delle difficoltà, queste non devono essere molto grandi e potrai superarle con lo studio: questo non è sufficiente per te? Forse sei un po' disordinato, ti distrai, la memoria non funziona e tu non sai farla funzionare? Dormi bene? Quando giochi pensi a ciò che hai studiato o quando studi pensi al gioco? Ormai sei un ragazzo già formato e puoi rispondere alle mie domande con esattezza.
Alla tua età io ero molto disordinato, andavo molte ore a scorrazzare nei campi, però studiavo anche molto bene perché avevo una memoria molto forte e pronta e non mi sfuggiva nulla di ciò che era necessario per la scuola : per dirti tutta la verità debbo aggiungere che ero furbo e sapevo cavarmela anche nelle difficoltà pur avendo studiato poco. Ma il sistema di scuola che io ho seguito era molto arretrato; inoltre la quasi totalità dei condiscepoli non sapeva parlare l’italiano che molto male e stentatamente e ciò mi metteva in condizioni di superiorità perché il maestro doveva tener conto della media degli allievi e il saper parlare l’italiano era già una circostanza che facilitava molte cose (la scuola era in un paese rurale e la grande maggioranza degli allievi era di origine contadina).
Carissimo, sono certo che mi scriverai senza interruzione e mi terrai al corrente della tua vita. Ti abbraccio.
Antonio

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Il regalo del babbo (Lettera XVII)
Caro Giuliano,
così ti sei liberato dal collettivo e vai al campo. Tornerai a scuola. Perché scrivere proprio all’ultimo momento, in attesa della macchina?
Ti abbraccio tanto per la tua festa e ti mando un orologino, sperando che ti faccia riflettere al tempo e quindi ... scrivere non all’ultimo momento.
Ti bacio. Antonio

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Studiar bene (Lettera XVIII)
Caro Giuliano,
come va il tuo cervellino? La tua lettera mi è piaciuta molto. Il tuo modo di scrivere è più fermo di prima, ciò che mostra che tu stai diventando una persona grande.
Mi domandi, ciò che mi interessa di più. Devo rispondere che non esiste niente che «mi interessi di più», cioè che molte cose mi interessano molto nello stesso tempo. Per esempio, per ciò che ti riguarda, mi interessa che tu studi bene e con profitto, ma anche che tu sia forte e robusto e moralmente pieno di coraggio e di risolutezza; ecco quindi che m’interessa che tu riposi bene, mangi con appetito ecc...: tutto è collegato e intessuto strettamente; se un elemento del tutto viene a mancare o fa difetto, l'intiero si spappola. Per ciò mi è dispiaciuto che tu abbia scritto di non poter rispondere alla quistione se vai con risolutezza verso la tua meta, che in questo caso significa studiar bene, esser forte ecc. Perché non puoi rispondere, se dipende da te il disciplinarti, il resistere agli impulsi negativi ecc.?
Ti scrivo seriamente, perché ormai vedo che non sei più un ragazzino, e anche perché tu stesso una volta mi hai scritto che vuoi essere trattato con serietà. A me pare che tu abbia molte forze latenti nel cervello; la tua stessa espressione che non puoi rispondere alla domanda, significa che rifletti e sei responsabile di ciò che fai e scrivi. Eppoi, si vede anche dalla fotografia che ho ricevuto che c’è molta energia in te. Evviva Giuliano!
Ti voglio molto bene.
Antonio

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Impara a star seduto (Lettera XXII)
Caro Delio,
i tuoi bigliettini diventano sempre più corti e stereotipati. Io credo che tu abbia abbastanza tempo per scrivere più a lungo e in modo più interessante; non c’è nessun bisogno di scrivere all’ultimo momento, in fretta in fretta, prima di andare a spasso. Ti pare?
Non credo neppure che ti possa far piacere che il tuo babbo ti giudichi dai tuoi bigliettini come uno stupidello che si interessa solo della sorte del suo pappagalluccio, e fa sapere che sta leggendo un libro qualsiasi.
Io credo che una delle cose più difficili alla tua età è quella di star seduto dinanzi a un tavolino per mettere in ordine i pensieri (e per pensare addirittura) e per scriverli con un certo garbo; questo è un «apprendissaggio» talvolta più difficile di quello di un operaio che vuole acquistare una qualifica professionale, e deve incominciare proprio alla tua età.
Ti abbraccio forte.
Antonio

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Mantenere le promesse (Lettera XXIII)
Caro Giuliano,
ho ricevuto tue notizie dalle lettere della mamma e di nonna.
Ma perché tu non scrivi qualche parola? Io sono molto contento quando ricevo una tua lettera, e chi sa quante cose tu potresti scrivermi sulla scuola, sui tuoi compagni, suoi tuoi insegnanti, sugli alberi che vedi, sui tuoi giochi ecc.
E poi ... tu avevi promesso di scrivermi qualche cosa ogni giorno di vacanza. Bisogna sempre mantenere le promesse, anche se costa qualche sacrifizio e immagino che per te non deve essere un grande sacrifizio scrivere qualche cosa ...
Caro, ti abbraccio.
Antonio

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Impara a essere ordinato (Lettera XXVI)
Caro Giuliano,
questa volta non ho ricevuto nessuna tua lettera. Mi dispiace. Sarei contento se tu mi scrivessi molto, anzi avevi promesso (mi pare) di scrivere qualche cosa ogni giorno di vacanza e poi mandarmi lo scritto insieme alla lettera di Delio. Si vede che sei un po' disordinato e che dimentichi ciò che era per te un impegno. Puoi scrivermi di tutto, e io ti risponderò seriamente. Ormai sei un ragazzo già grandetto e devi avere un certo senso di responsabilità. Che ne pensi? Scrivimi ciò che fai nella scuola, se impari con facilità, ciò che ti interessa. Ma se una cosa non ti interessa e tuttavia devi impararla, come fai? E quali giochi preferisci?
Caro Giuliano, ogni momento della tua vita interessa me. Ti abbraccio.
Antonio

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Ogni cosa è seria (Lettera XXVII)
Carissimo Giuliano,
tu vuoi che ti scriva di cose serie. Molto bene. Ma cosa sono le «cose serie» che vuoi leggere nelle mie lettere? Tu sei un ragazzo, e per un ragazzo anche le cose per i ragazzi sono molto serie, perché sono in rapporto con la sua età, con le sue esperienze, con le capacità che le esperienze e la riflessione su di esse gli hanno procurato. Del resto prometti di scrivermì qualche cosa ogni cinque giorni: sono molto contento se lo farai, dimostrandomi di aver così molta forza di volontà. Io ti risponderò sempre (se potrò) e molto seriamente.
Caro, io ti conosco solo per le tue lettere e per le notizie che mi mandano di te i grandi : so che sei un bravo ragazzo, ma perché non mi hai scritto nulla del tuo viaggio al mare? Credi che non sia una cosa seria? Tutto ciò che ti riguarda è per me molto serio e mi interessa molto; anche i tuoi giochi.
Ti abbraccio.
Antonio

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Studia la storia (Lettera XXXVI)
Carissimo Delio,
mi sento un po' stanco e non posso scriverti molto. Tu scrivimi sempre e di tutto ciò che ti interessa nella scuola. Io penso che la storia ti piace, come piaceva a me quando avevo la tua età, perché riguarda gli uomini viventi e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono fra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi, non può non piacerti più di ogni altra cosa. Ma è così?
Ti abbraccio.
Antonio

torna sula moglie con i figli delio e giuliano

I cinque minuti del babbo (Lettera XLI)
Caro Delio,
aspetto che tu risponda alla questione su Puskìn, senza fretta; tu devi ferrarti bene e fare del tuo meglio. Come va la scuola per te e per Giuliano? Adesso che avete le annotazioni ogni mese, sarà più facile il controllo sull'andamento dei corsi. Ti ringrazio di avere abbracciato forte forte la mamma per parte mia: penso che devi farlo ogni giorno, ogni mattino. Io penso sempre a voi; così immaginerò ogni mattino: ecco i miei figli e Giulia pensano a me in questo momento. Tu sei il fratello maggiore, ma devi dirlo anche a Giuliano, così ogni giorno avrete i «cinque minuti del babbo». Cosa ne pensi?
Ti bacio.
Antonio

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