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matitaDivertirsi e curarsi con i cani

matitaLa storia è la memoria dei popoli. Dedicato a chi si indigna e continua a resistere.

Divertirsi e curarsi con i cani

aiker e il suo istruttoreNella nostra scuola viene attuato da diversi anni un progetto rivolto a tutti gli alunni, ai genitori e agli insegnanti: “Star bene a scuola”. Tale progetto è stato realizzato, soprattutto, per aiutare coloro che ne hanno bisogno. Le insegnanti promotrici del progetto hanno intenzione, per il prossimo anno scolastico, di inserire nel progetto un’interessante metodologia terapeutica: la pet therapy. Pertanto hanno messo in atto una sperimentazione, offerta dall’associazione Duca che, attraverso alcuni cani adeguatamente addestrati, aiuta le persone con problemi.
Giovedì 30 marzo, noi giornalisti ci siamo recati nella classe 4° A, dove, impazienti, gli altri alunni attendevano l’entrata del cane; una psicologa ci ha fatto delle raccomandazioni fondamentali su come ci saremmo dovuti comportare nei confronti del cane.
Per essere sicuri che nessuno si sarebbe spaventato, ci hanno chiesto se per caso, qualcuno avesse paura. Davide, alunno della 4° A, ha subito alzato la mano; però non è voluto uscire e ciò ci ha dimostrato che ogni paura, anche la più grande, si può affrontare.
Il cane ha finalmente fatto la sua comparsa all’interno della classe il suo istruttore l’ha presentato, si chiama Aiker, ha sei anni ed è un golden retriver.
Per far passare la paura a Davide, Michele, l’educatore cinofilo, gli ha presentato il cane di spalla per non mostrargli la dentatura, che è l’origine della paura e Davide, con il cuore in gola, gli ha posto la mano sulla schiena facendola scivolare sul dorso.
Per far conoscere Aiker, l’educatore gli ha fatto fare un giro della classe per permettere a tutti di accarezzarlo.
Noi giornalisti, insieme agli altri alunni, abbiamo cercato di “strappargli” delle informazioni che ci sarebbero servite per il nostro articolo.
Ecco alcune domande:
quando è nata la pet therapy?
-La pet therapy è nata nel 1953, negli Stati Uniti, grazie a uno psichiatra; questa metodologia di cura è arrivata in Italia più tardi e solo da pochi anni viene attuata;
il cane aikerquali cani usate?
- Ogni cane è adatto, dai meticci ai cani che noi consideriamo aggressivi. L’unica razza non adatta è quella del maremmano, colpa del suo carattere;
con quale spirito addestrate i cani?
-Per addestrare i nostri cani bisogna dimostrare loro molto affetto, capire le loro esigenze e avere molta pazienza nei loro confronti.
Durante la lezione il cane ci ha trasmesso affetto, simpatia e tenerezza.
Si è dimostrato molto ubbidiente ma nello stesso tempo giocherellone.
Aiker ha un lungo manto di color beige con delle sfumature bianche, la sua lunga coda, scodinzolante, urtava le gambe degli alunni.
Il suo dolcissimo sguardo non passava inosservato, infatti gli scolari ne sono rimasti “ipnotizzati”.
Credo che molti alunni, presenti alla “lezione”, appena tornati a casa, avranno tentato di convincere i propri genitori a farsi comprare un tenero cane come Aiker.
Con questo articolo cerchiamo di convincere coloro che ci leggono che il cane è il migliore amico dell’uomo e perché no!…
REGALATE UN CANE AI VOSTRI BAMBINI, NE SARANNO FELICI!!!
(Elena A. - Gianluca B. - Roberto C.)

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La storia è la memoria dei popoli. Dedicato a chi si indigna e continua a resistere.

lezione del professor ongaroVenerdì 5 maggio,ci siamo recati nell’aula magna, insieme alle altre classi 5°, per assistere alla lezione del professore Ercole Ongaro che ci ha parlato della Resistenza.
All’ inizio della lezione ci ha fatto ricordare, attraverso delle domande alle quali abbiamo esaurientemente risposto, il significato della parola storia.
Dopo molte domande, riguardanti l’argomento, il professore Ongaro ci ha presentato due membri dell’ANPI di Lodi Vecchio: un partigiano di nome Comaschi Luigi e il signor Ferrari Fermo, che da piccolo era un balilla. Questi signori ci hanno raccontato la loro storia:

- Comaschi scappò dall’ esercito italiano e si fece prestare, da una famiglia, dei vestiti da civile, salvandosi dai tedeschi. Arrivò vicino a Lodi, si unì ai partigiani e combatté contro le ingiustizie e i soprusi.

lezione del professor ongaro- Ferrari, durante la Seconda Guerra Mondiale, era un balilla e fece la Resistenza a modo suo.
Come tutti i balilla, indossava un’uniforme e un cappello che si chiamava fez.
Ferrari odiava tanto questo cappello e ciò che rappresentava che lo calpestava con rabbia pur sapendo che la maestra lo avrebbe picchiato.

Abbiamo trovato la lezione molto interessante, alla fine gli alunni si sono fatti fare gli autografi e le insegnanti hanno comprato il libro del professore Ongaro che si intitola: “PERCORSI DI RESISTENZA NEL LODIGIANO”.
Vorremmo concludere il nostro articolo con una frase che ci ha molto colpito:LA RESISTENZA E’ DI TUTTI COLORO CHE HANNO PRESO COSCIENZA DELLE INGIUSTIZIE E DELLE CATTIVERIE E HANNO LOTTATO A MODO LORO, ANCHE CALPESTANDO UN CAPPELLO. (Giulia Z. - Francesco S. - Giulia P.)

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