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I ragazzi e le ragazze del corso B scrivono ...

La memoria di nonno Antonio

Vorrei conoscere la storia di Lodivecchio al di là di quella raccontata nei libri di scuola, mi incuriosisce sapere quali erano le condizioni della gente nella vita di tutti i giorni.
A chi posso rivolgermi ?
... Un'idea mi sorge spontanea, nonno Antonio può rispondere alle mie curiosità. Vado a trovarlo e ...
Nonno mi parli un po' della vita a Lodivecchio quando tu eri bamibino ?
Fioi … che domanda.
Dai nonno...
Sono nato a Cascina Malgarotta nel 1920.
Il tetto della mia casa era spiovente, dal letto vedevo le tegole e, capisci, non isolavano né dal freddo né dal caldo.
Ti assicuro che d'inverno c'erano i ghiaccioli alle finestre, i barbis.
Scaldavamo il letto con il "fra", un oggetto di legno che serviva a sollevare le coperte e dentro una padella mettevamo le braci.
A volte le coperte erano talmente umide che quando si mettevano le braci, cominciavano a fumare e quasi annebbiavano la vista ... gh’era fam, fum e freg.
La voce del nonno è squillante ...
Continua ... Tu giocavi ?
Andavamo a cercare i nidi d'uccello sugli alberi, oppure andavamo a pescare in cerca di rane che poi mangiavamo.
Alcune volte la nostra attenzione si spostava agli orti a rubare le verdure ... ma il più delle volte venivamo sorpresi. Altri tempi ... Tu non puoi capire.
Tu andavi a scuola ?
Sì, non c'era il pullmino. Andavo a piedi, mia mamma scaldava dei sassolini nella stufa e quando erano caldi ce li metteva in tasca, così potevamo scaldare le mani nel tragitto.
Avevamo poco, poco, ma ci volevamo bene.
Ai piedi mettevamo gli zoccoli e, per non consumare il legno, da marzo a settembre andavamo a scuola a piedi scalzi.

Queste cose io quasi non riesco ad immaginarle. Possibile che a Lodivecchio solo ottanta anni fa si vivesse così?
Dai nonno continua, tu sei una fonte, io queste cose non le sapevo, a me la storia non piace, ma questa storia del mio paese sì, ... coraggio ti ascolto.
A dieci anni sono rimasto senza mamma e la mia nonna veniva da Cervignano a piedi. Durante il percorso raccoglieva legna secca e quando arrivava a casa la usava per riscaldare l'ambiente.
Pensa, ... se i ramoscelli erano bagnati in cucina si sprigionava un fumo che non vedevi più e ti mancava il respiro, tanto era forte l'odore.
Se riusciva ad accendere il fuoco , lo copriva con la cenere per risparmiare la legna.
Sembrano cose inventate vero?
No, nonno, ma non riesco a immaginare quello che mi racconti; però ho piacere di sentire ciò che dici, perché non deve andare persa la tua memoria.
Aspetta un attimo, mangio una brioche e continuiamo.

Sì, una broche ... mangiavo alla mattina una zuppa con latte e pane giallo, a mezzogiorno polenta e uova o luganega e alla sera minestra con verdure.
La carne non esisteva durante la settimana.
Per la domenica mio papà comprava in una macelleria la testa e le parti che costavano meno. Soldi non ce n'erano.
Per mangiare carne, a volte si cucinavano gatti e colombi ... Tu non puoi capire.
Avevamo il maiale e prima di Natale si macellava, si ricavava il lardo che veniva impiegato per condire.
Nel cortile si allevavano le galline e quando non facevano più le uova si uccidevano.
Non andavamo a fare la spesa al supermercato, in casa si produceva tutto quello che serviva, ... dal burro allo stracchino.
Su un pentolone si metteva il latte, si aspettava che bollisse, si toglieva la panna e si metteva in un fiasco.
Noi bambini ci divertivamo ad agitare forte questo fiasco e dopo un po' di tempo si otteneva il burro.
Con il latte rimasto si aggiungeva il caglio e si faceva lo stracchino.
Erano tutte cose genuine.
Nonno io non conoscevo questi aspetti della tua vita e del mio paese.
Ora in ogni angolo c'è un supermercato, e io i polli, i maiali, le mucche li vedo solo a pezzi, nelle confezioni.

Nonno , ma tu sei andato a scuola tanti anni ?
Purtroppo no, c'era bisogno di me, del mio lavoro. A 13 anni ho cominciato a lavorare in una
cascina vicino a San Bassiano e portavo le mucche al pascolo ... al mansulé. C'era il cavalantin che curava i cavalli, il famlin che curava le mucche nella stalla e il fatur che controllava tutto, era il capo.
Si lavoravano tante ore, nella cascina il tempo era scandito da lavori precisi in ogni stagione dell'anno.
Si sapevano anche interpretare alcuni segni atmosferici, ad esempio
"Quand el sul se volta endré, a la matina ghem l'acqua ai pe".
Questo tempo era presagio di pioggia e se c'era foraggio o qualche coltura nei campi si cercava di raccoglierla e portarla al riparo.
"Fioi ... zuca e melon à la so stagion".
Ti posso dire che le stagioni e la natura seguono la nostra vita.
Grazie nonno, con te ho imparato un po' di storia ma devo dire in modo piacevole. La tua memoria è insostituibile. (Davide P.)

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Il mio incontro con Lodi Vecchio

Quando sono arrivato in Italia non ho notato subito i cambiamenti del luogo rispetto a quello da cui venivo, dato che sono arrivato di sera, ma provavo nostalgia per il mio paese: il Perù.
Nei giorni seguenti mio papà che viveva a Lodi Vecchio da alcuni anni e conosceva il paese, conduceva mia mamma, la mia sorellina e me in giro affinché cominciassimo a familiarizzare con la nuova realtà.
Giorno, dopo giorno acquisivo cognizione del posto.
Mi guardavo intorno e il mio sguardo si spingeva a perdita d'occhio, mi rendevo conto che a differenza del Perù, la pianura domina sovrana.
Quante zanzare!
Tre settimane dopo il mio arrivo, dovevo andare a scuola per imparare la lingua .
Sono stato inserito in una classe terza .
Compagni e insegnanti mi hanno accolto con affetto, ma ahimé, ho cominciato a frequentare solo a marzo e non ho acquisito le conoscenze minime per superare gli esami e accedere alle scuole superiori.
Frequento nuovamente la scuola media in un'altra sezione.
Posso dire ora di cominciare a familiarizzare con la lingua, anche se lo spagnolo ogni tanto fa capolino nella mia mente e nella costruzione dei miei pensieri.
Voglio conoscere e integrarmi nel paese che mi accoglie, nel quale vivo.
Più volte con un mio amico mi reco alla biblioteca comunale per documentarmi e conoscere la storia di questa città.
Mi piace sfogliare i libri che testimoniano il suo passato, mi soffermo a osservare in modo particolare ciò che posso vedere e trovare adesso.
La basilica di San Bassiano mi attira in modo particolare.
Ho assistito pochi mesi fa alle celebrazioni che si sono svolte in onore di uno dei suoi illustri uomini di chiesa: San Giovanni da Lodi antica .
Il mio pensiero ritorna ogni tanto alla mia terra d'origine e mi porta a confrontare queste realtà tanto diverse tra loro nell'aspetto e nelle abitudini.
Mi stupiva fino a poco tempo fa, osservare che la gente di qualsiasi età usi la bicicletta per spostarsi in città, in Perù invece il ritmo di vita è forse più lento, e soltanto i ragazzi sono soliti andare in bici, gli anziani no.
Un altro aspetto mi fa riflettere.
A Lodi Vecchio vi sono diverse edicole, una biblioteca fornita; è segno evidente che alla gente piace leggere, informarsi, capire ciò che li circonda, in Perù questo non avveniva.
La gente intorno a me era impegnata nei lavori quotidiani e non la vedevo interessata a documentarsi e a capire ciò che accadeva nel mondo.
Nella mia famiglia parlavamo di tutto questo e inizialmente pensavamo di non riuscire ad integrarci.
Ora devo dire che sto acquisendo i ritmi di Lodi Vecchio e direi che mi sto integrando in questa realtà, voglio integrarmi.
Una parte del mio cuore è rimasta in Perù, perché lì sono nato e cresciuto, ma ora i miei affetti più cari: la mamma, il papà e mia sorella sono a Lodi Vecchio, ho un buon gruppo di amici, apprezzo la realtà che mi circonda.
Mi trovo bene a Lodi Vecchio. (Jesus R)

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